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Guardare il/la propri* partner mentre fa sesso con altr*

Tempo di lettura: 8 minuti

“Il cuckolding è trarre piacere nel vedere il o la proprio/a partner in un’interazione sessuale con un’altra/altre persone ma è molto più di una pratica sessuale: è una dinamica erotica ricca di scambio di potere, erotizzazione della gelosia che prevede l’inserimento di terze persone all’interno di una coppia ufficiale e consolidata. Non si può parlare di cuckolding se viene effettuata tra amici o scopamici. 

E’ la rottura attraverso il gioco di una concezione che vede afferma una coppia come sessualmente monogama che, per una società patriarcale dove l’uomo ha il co

ntrollo e deve essere performante nella vita e a letto, è inconcepibile.

Per me è più una dinamica di tipo BDSM essendoci dei ruoli attivi e passivi all’interno e può prevedere giochi basati sull’umiliazione. 

I ruoli esistenti sono:

 Cuckold: ruolo

 passivo maschile, trae piacere nel vedere la compagna con altri

Cuckquean: ruolo passivo femminile

Cuckolder: ruolo attivo maschile, colui che ha rapporti sessuali con terze persone davanti alla propria compagna

Cuckoldress: ruolo attivo femminile

Bull: terza persona attiva maschile che si inserisce nella coppia

Cuckcake (che io chiamo bulla): terza persona attiva femminile che si inserisce nella coppia 

Nella pratica ci si incontra, si ride, si beve qualcosa, si comunica molto e inizia il gioco che, la maggior parte delle volte, finisce a tavola davanti a un piatto di pasta olio aglio e peperoncino. 

Mi sono divertita e ho spaziato in tutti i ruoli, attivi e passivi per mia curiosità nella dinamica del gioco, anche se preferisco condurre la situazione e amo i ruoli attivi. 

Il cuckolding è una dinamica molto intima che ho sempre accettato di inserire solo in una relazione già avviata. Non credo che avrei mai accettato di stare in questo ruolo se non fosse stato un mio desiderio e questa  è una parte fondamentale per mettere in atto questo gioco, che può andare a buon fine solo se nessuna delle parti si sente in dovere di esaudire un desiderio esterno prima ancora che sia il proprio.

Indispensabile è il rispetto, essendo una pratica che io considero estrema, e non è possibile definire delle regole precise, ogni coppia ha i suoi compromessi. Comunicazione e accoglienza non possono venire meno.

Storicamente, il cuckolding inizia a vedersi negli anni ‘70, quando era un tipo di pornografia che si sviluppò soprattutto in America, dove si ripeteva sempre lo stesso copione: un marito e una moglie bianchi invitavano una terza persona (bull) di colore a giocare con loro. 

Nel tempo ha subito delle evoluzioni perchè l’idea stessa di coppia si è evoluta, anche se continua a voler essere rappresentata attraverso coppie eterosessuali, ma è un tipo di gioco che funziona benissimo anche all’interno di coppie omosessuali.

Sicuramente è una fantasia comune quella del cuckolding, questo non significa che quando viene poi messa in pratica funzioni esattamente come nel desiderio e un risultato fallimentare non deve mettere in discussione la coppia. 

L’errore più comune e più drammatico è quando il/la partner esprime il suo desiderio e l’altr*, per sue insicurezze, lo elabora pensando di avere carenze nel sesso o che inizi a diventare una competizione con gli altri partner, anche quelli del passato. 

E’ una dinamica in realtà molto simile a quella che spesso ci troviamo davanti da WOVO in negozio, con coppie che ricercano un dildo piuttosto che un vibratore e dove l’uomo ha timore che la donna possa ricercare maggior soddisfazione in un sex toy piuttosto che nel rapporto intimo con lui.

Mi è capitato di praticarlo con più partner ma non mi è mai successo di fare la bulla di una coppia lesbica, sarebbe comunque interessante, mi ritengo una persona fluida e ho sempre dato la precedenza alla dinamica del gioco l’importante è giocare bene con delle belle persone, chiunque siano. Non devo giustifcare le mie fantasie col poliamore o con dei sentimenti, sono una libertina etica e in quanto tale giocare con tutti i sessi fa parte della mia natura. Poliamore e polisessualità le vedo come due cose ben distinte, in questo modo chi deve ancora capirsi non confonde le cose e non giustifica la propria voglia di fare esperienze e di sperimentare con una mancanza di rispetto verso l’altr*.

Una persona polisessuale deve essere liber* e fier* di poter avere la possibilità di vivere diverse esperienze. Nelle mie relazioni c’è sempre stata monogamia sentimentale e poligamia sessuale.

Il vantaggio di avere una coppia fissa  che più si conosce una persona più si evolve e si gioca meglio, in modo più intenso e approfondito. Se i partner sono occasionali il vantaggio è quello di confrontarsi con persone diverse e accrescere l’esperienza, avendo ognuno di noi un modo di interagire differente. 

Sono sempre stata abbastanza spavalda, non ho mai avuto problemi a comunicare le mie fantasie ai miei partner e non tutti loro reagivano bene. E’ difficile trovare un punto di comprensione, non è detto che i desideri combacino. Spesso il partner era profondamente insicuro si sentiva in una situazione di profondo disagio.

Si diventa sempre più esigenti con le esperienze e si trovano dei partner più affini.

Quando ero più giovane e desideravo fare tante cose nella condivisione e complicità ma dall’altra parte c’erano delle insucurezze che ti portano a sollevare muri e si trasformano in sensazioni che ti fanno sentire sbagliat*. 

E’ successo di trovarmi in dinamiche in cui ho dovuto interrompere il gioco perchè le cose non stavano andando come dovevano, in questi casi non è colpa di nessuno, questo può succedere senza bisogno di giustificarsi. Si insegna nei giochi di ruolo a non dire mai “va tutto bene”, secondo me invece dovremmo utilizzarla tutti e dirla spesso e nel modo giusto durante il gioco per assicurarsi che sia sempre tutto sotto controllo.

Non è usuale utilizzare una parola chiave che interrompe i giochi come nel BDSM, ma quando il/la tuo/tua compagno/a è a disagio lo si capisce dalla rigidità del corpo, da come respira, dal fatto che non ti guarda più, in poche parole non c’è più.

Perfino la pubblicità insegna che non si deve chiedere mai, siamo condizionati dal fatto che parlare sia un fallimento invece va chiesto e va chiesto spesso. Tutto si deve svolgere con la leggerezza necessaria e far sentire tutti liberi e divertiti. 

Quando poi la dinamica si conclude, spesso, nella coppia si sente il bisogno fisico di riconciliarsi e riprendersi i propri ruoli avendo magari di nuovo un rapporto. 

Molto spesso la ricerca di una terza persona avviene tramite app relative al mondo swing

e ci si presenta in una biografia così che la persona che legge sa già a grandi linee chi va a trovare e come deve bussare. Al di fuori delle piattaforme online ci sono aperitivi conoscitivi, feste dove ci si incontra e si discute liberamente.

In un club privè dove la privacy è protetta tutto questo è molto più facile e può avvenire liberamente.

La stessa libertà che desidero per me la desidero anche per il mio partner e con libertà intendo anche solo il poterne parlare. Non tutte le persone sono disposte ad accogliere la stessa libertà che desiderano per se stess* su un’altra persona.

Io ho sempre scelto partner non più insicuri ma risolti da quel punto di vista, se ne parlava fin da subito delle nostre libertà. 

Ci sono persone che preferiscono non sapere, persone che preferiscono sapere e poi rompono le scatole, persone che preferiscono sapere e condividere e persone che preferiscono illudersi.

Chi vuole sapere e condividere rappresenta una piccola percentuale. Mentire e omettere mi costa fatica quindi preferisco avere un rapporto limpido.

Mi è capitato di avere rapporti con una coppia con cui sono rimasta in contatto e coi quali sono diventata amica e condividendo cose differenti dalla sfera passionale e sessuale.

In generale ho fiducia nel mio uomo e nella mia coppia, così come rispetto molto le coppie altrui dove il mio ruolo è ben definito, per questo non mi è mai capitato di ritrovarmi coinvolta sentimentalmente con terze persone che facessero parte delle dinamiche di gioco del cuckolding.

E’ sempre molto importante proteggersi in ogni rapporto sessuale al di fuori della propria coppia per proteggere se stess* e il/la partner. Bisogna usare il preservativo anche per il sesso orale. E’ molto difficile che un bull e una cuckcake sia fedele a una sola coppia di persone quindi è impensabile non utilizzare precauzioni. 

Alcune persone decidono di fare un ciclo di prep quando programmano il loro incontro e sanno che praticheranno del sesso non protetto. Ricordiamo comunque che la prep ti protegge dalla contrazione dell’HIV ma non da tutte le altre malattie sessualmente trasmissibili.”

 

Grazie per la super intervista Gratia. Hai spaccato.

Trovate Gratia su IG @art_of_gratiaplena

Erika

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